Schioma

un romanzo salentino - LUCA PENSA EDITORE
domenica, 27 settembre 2009

MARCO CAZZAFITTA

Marco, lu cazzafittaru, cioè colui che intonaca, modello tipicamente latino, alto, nero capelli e occhi, carnagione scura, divideva l’umanità grosso modo in due categorie: le donne e li uomini. La prima specie doveva avere a che fare solo con il suo basso ventre, la seconda doveva ascoltare le peripezie del suo basso ventre. Virtuoso delle palle e di relazioni impossibili, era arduo per chiunque tracciare una linea che separasse il fatto dall’immaginato...
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venerdì, 21 agosto 2009

Prossimo appuntamento

cheMichele Bovino e Antonio Pagliara presentano:

Il ritorno della taranta,

un libro di Vincenzo Santoro,

Museo della civiltà contadina, Tuglie

Ore 20:30

26 Agosto

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giovedì, 13 agosto 2009

Prossimo appuntamento

schioma coppola13 agosto

ore 22:00

Torre San Giovanni,

libreria Antica Roma

A. Pagliara racconta

FATTI E CULACCHI DA SCHIOMA

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domenica, 02 agosto 2009

LETTERATURA DEL NOVECENTO IN PUGLIA - AA. VV. 2009

La narrativa a Lecce e in provincia

...Si inserisce a pieno titolo nel filone del romanzo sperimentale l'opera prima di Antonio Pagliara, Schioma. In un continuo sovrapporsi di registri espressivi dal sapore barocco e surrealistico, nella trama non lineare che si assimila alle continue digressioni e agli inserti saggistici finto-eruditi, il romanzo narra le vicende di due amici, Nunzio e Mino, che giungeranno alla soglia della maturità per decidere il senso della propria vita. Numerosi e stravaganti personaggi intrecciano le loro storie tra Lecce e provincia, in situazioni tragicomiche nelle quali si mescolano realtà e fantasia, la quotidianità più inquieta delle nuove generazioni e la saggezza "catto-nichilista" delle tradizioni popolari. Il denominatore comune è sempre la "Schioma", termine dialettale della zona gallipolina indicante il peccato capitale dell'accidia. L'allucinato umorismo, che è la chiave peculiare del romanzo, si accompagna all'uso intelligente del dialetto e alla pluralità dei piani linguistici coinvolti nella narrazione...         

Barone - Moliterni

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lunedì, 27 luglio 2009

Festa libreria idrusa 29 luglio alessano

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FESTA DELLA LIBRERIA IDRUSA

Cinque anni...sopra le righe
 reading "SULLE ORME DI IDRUSA"
voce narrante Wilma Vedruccio
violoncello Gaetano Simone

- showcase di "REPLAY"
il nuovo disco di RAFFAELE CASARANO

- Improvvisazioni di ANTONIO PAGLIARA

- Intervento musicale
DONATELLO PISANELLO E RACHELE ANDRIOLI (Officina Zoè)
L'amico Antonio Pagliara parlerà del "Trattato di culinaria per donne tristi" (E. A. Faciolince)
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martedì, 21 luglio 2009

prossimo appuntamento

CASTRO WORLD MUSIC FESTIVAL
23/24/25 LUGLIO 2009

Il Festival vuole essere un momento di incontro artistico finalizzato all'organizzazione di attività che ruotano intorno alla:

Danza, Musica, Gastronomia locale, Beni Culturali

Il festival prevede una rosa di attività, attraverso l'organizzazione di atelier di danza e musica, di seminari e convegni, che si articoleranno durante tutto l'arco della giornata.

La seconda serata, il 24 luglio, si apre dalle ore 20h con due appuntamenti culturali, "FATTI E CULACCHI DA SCHIOMA" raccontati da Antonio Pagliara, personaggi e storie in una narrazione non lineare e sovrabbondante attraverso linguaggi cinematografici, tecnici, dialettali.

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giovedì, 09 luglio 2009

CURRICULUM DI VINICIO CAMICIA

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Oggetto

Richiesta al sindaco di Cogliano per ottenere un vitalizio (leggi pensione sociale) per non farmi emigrare e quindi frenare la fuga dei cervelli e lo spopolamento. Sono disposto ad arare ed inseminare tutte le femmine che volete per far fare i figli di cui il nostro paese ha tanto bisogno, anche se poi la Nina credo che mi romperebbe l’aratro. 

 

Motivo che mi ha spinto a scrivere

Gigi, il mio vicino di casa a Lecce, guadagna mille euro al mese in pensioni statali perché è zoppo e cieco. Decido di scrivere quando scopro che va a caccia nei fine settimana e si diletta con la bici da camera.

 

Secondo motivo che mi ha spinto a scrivere

Aiutatemi!

 

Dati personali

Nato a Cogliano (Le) il 2 marzo 1975. Sono quasi celibe e quasi sposato con la Nina. Vivo a Cogliano o a Lecce per lavoro. Ho perso il cellulare ieri.

 

Istruzione

Ho studiato geometria, pedagogia, scienza e greco. (Frequentai per due anni il tecnico per geometri, un anno lo scientifico ma cambiai perché mi piaceva una secchiona del classico. Ho concluso la carriera con un anno di magistrale).

 

Interessi

Fumare il fumabile, calcio, spiare il mio vicino zoppo (non riesco a capire come fa questo tocco di zoppo a cambiare donna ogni settimana).

 

Esperienze lavorative

La Nina mi rompeva che non lavoravo. Decido: vado dal vecchio Don Gianni Piluso e gli chiedo di lavorare nella sua impresa di calze. Prendo appuntamento, mi incravatto (dice che per andare a fare l’operaio la cravatta non si capice perché, ma la Nina è fissata con questi addobbi e mi ha costretto puntandomi con lo sguardo e le mani puntellate sui fianchi). Entro bello, elegante, capello sagomato, stringo la mano al vecchio che mi dice con sicurezza ...no!... prima che io possa aprire bocca. Afflitto, capo chino, contando le piastrelle, esco pensando all’assalto della Nina. Mentre mi chiudo la porta dietro, toh, chi ti vado a vedere: quella strega della Gisella, che ci odiamo sin da quando facevamo l’asilo. Mi sorride, si dà due strizzate agli abnormi parapetti, una lisciata alla gonnellina che è tanto corta che sembra quella di sua sorella che va alle elementari ed entra dopo avermi detto “ciao stronzo”. Dagli argomenti che sta per proporre al vecchio intuisco che lei otterrà il posto di lavoro, io no. Che fare? Passo passo, invece di svoltare verso l’uscita avvicino l’orecchio alla porta e faccio l’unica cosa necessaria in quel caso per potermi procurare un lavoro: Origlio. ...stasera Don Gianni gli posso fare conoscere le mie esperienze lavorative. Lavorai con molti omini, anche contemporaneamente...

Si capisce, senza assistere al succoso spettacolo, che al Don gli stanno per scoppiare le coronarie e rischia di diventare cianofilo, diabetico e iperbarico.

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sabato, 13 giugno 2009

work in progress

I fatti realmente accaduti, narrati in queste pagine, sono frutto della fantasia dell’autore.

STORIA DI UN TITOLO

 

Dopo aver ammassato racconti e scritture da siti libri e carte abbandonate nei pressi del camin, pronte per alimentare la vivace fiamma invernale, salvati dalla fiamma dell’oblio, mi si è presentata la necessità di unificare sotto lo stesso cielo, reductio ad unum, dei fenomini narrativi senza attinenza reciproca che condividono invero un’unica origine, lo stesso utero mentale, perciò fratellastri, saltati fuori da un’unica penna, da un’unica testa, la mia in tempi e in luoghi differenti. L’assenza di un’unità reale sarà un’attesa prova per i miei detrattori che avranno agio di dimostrare una volta ancora la mia schizofrenia e incoerenza. Ma da una certa età ho intuito che era necessario prendersi cura delle proprie malattie mentali, coltivarle, incoraggiarle, riporle in una culla di ovatta perché potessero svilupparsi sanamente senza interferenza con prognosi, diagnosi. Perché quindi non accumulare scriteriatamente delle scritture nelle quali io stesso non mi riconosco? Questi racconti, come vite effimere, chiedevano al loro nume creatore un segno, che infine per debordante autocompiacimento non ho negato. Proiezione su queste giovani esistenze verbali delle ipocondrie esistenziali del loro autore. La nostalgia della reductio ad unum, il meraviglioso e favoloso sentimento della divinità, dell’unità, della trascendenza ordinatrice una, che pure mi assilla durante certi incubi notturni con parole di fuoco e maledizioni ultraterrene, mi ha costretto ad individuare un titolo unificante per serbare in questo caos universale, in questo indefinito e infinito crollo di tutto e di noi stessi, dicevo mi ha spinto a individuare una qualche forma di monoteismo consolante che possa essere premiato dall’imprevedibile mercato della carta stampata: Ricadute .... ha il pregio di unificare il caos narrativo sotto una rubrica definitiva, lettere di fuoco raffreddate, falsamente significativa; presenta il vantaggio dell’immediatezza perché mi arrischio nel credere che chiunque avrà chiaro il contenuto del libro semplicemente occhieggiando il titolo; evita l’umiliante ricorso al titolo “Racconti” che più di una volta mi è balzato nella testa soprattutto durante certe meditabonde sedute intestinali.

In tutta onestà, all’avvio delle ricerca, il titolo “racconti”, come un infausto spaventapasseri dei pensieri originali, si era piantato autonomamente nel mezzo dei campi arati della mia coscienza per allontanare qualunque volatile soluzione dignitosa. Da subito mi sono affidato ad un manuale di Tetrapiloctomia, riposto sul comodino da un lontano master degli anni giovanili nella facoltà di Irrilevanza Comparata, alla ricerca della chiave di volta da incastrare sulle pietre narrative del presente edificio letterario. Esorcizzato dunque lo spettro della dicitura “racconti” mi sono arenato con acuta stupidaggine in altalenanti esercizi di Ossimorica e Adynata: Prolegomeni finali (idea rapita invero a un celebre testo del filologo tedesco Schultz), Scritture vergate in assenza d’inchiostro, Vocalizzi narrativi muti mutanti, ecc. Venuta meno l’instabile vena baroccheggiante, mi sono riproposto più miti traguardi.   

Messo da parte ancora una volta l’estenuante “racconti”, il titolo ostentatomi nella mente è stato: Novelle. La pochezza, che generalemente mi conquista, quella volta mi ha lasciato l’amaro in bocca. Forse era  necessario aggiungere un aggettivo. Novelle Salentine. Ma del Salento c’era ben poco nelle pagine che sarebbero seguite al titolo e dunque l’arte turistica non mi avrebbe aiutato. (Per arte turistica si intende un settore molto sviluppato della produzione contemporanea delle opere sotto l’egida delle muse che riesce ad accordare una qualche struttura narrativa, generalmente di secondaria importanza, obbligatoriamente simpatica, alla promozione di un territorio o di una cultura. Esempio ne sono i vari filmici matrimoni etnici, indiano, greco ecc. o gastronomici, cous cous oppure romanzi inconsistenti dai titoli etnicamente definiti: schioma...). Procediamo. Novelle Italiane. Maliziosamente per un attimo ho pensato che...

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lunedì, 27 aprile 2009

SCAMPAGNATA ALLU PALUMMARU

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Associazione DIOTIMART

organizza

in collaborazione con
Libreria Idrusa - Pizzicata.it

Media partner Radiovenere

"SCAMPAGNATA ALLU PALUMMARU"

DOMENICA 3 MAGGIO 2009

presso MASSERIA B&B LU PALUMMARU
via Vigna La Corte, ALESSANO (Le)

Lu Palummaru è un’antica masseria del Salento edificata nel 1600, un tempo dedicata alla lavorazione del tabacco e alla pastorizia, oggi finemente ristrutturata. Un’area di 2 ettari, con ampi spazi verdi e una caratteristica aia,
immersa nella campagna della zona “Matine”, a due passi dalla serra dei Cianci.


programma

Giocolerie per bambini e gara di aquiloni
Escursioni guidate
Mostra fotografica “Del Salento e altre visioni” a cura di Salvatore Bello
Improvvisazioni “Fatti e culacchi” con Antonio Pagliara
Anteprima del videoclip "Aria de lu trainieri" di Anna Cinzia Villani
Presentazione cd “Mascarimirì 10 Anni Live Tour” con Claudio Cavallo (Mascarimirì)


Dalle 18.00 Concerto di musica tradizionale

ANNA CINZIA VILLANI E SUONI RURALI

con la partecipazione di MARIA MAZZOTTA


Contributo all'ingresso 5 € (escluso per i bambini fino a 8 anni d'età)

orario di apertura ore 10.00
Ampi spazi verdi per pranzo a sacco
Parcheggio gratuito all’interno della masseria

per info e prenotazioni: 0833/781747 - 338/8837713
www.lupalummaru.it
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lunedì, 06 aprile 2009

Pasquetta a lu palummaru 13 aprile

volantino[1]una pasquetta mmeru a ddha ssotta a lu capu, chira masseria te la fotu se chiama palummaru. a ci vaniti tutti ca bbe cuntu quacche storia

(simil dialetto del capo)

 

 

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Chi sono

Utente: blablaeccecc
Nome: blablaeccecc
Una storia d’amore che si perde in un surreale labirinto, un folletto che nella notte ti toglie il respiro, un assassino incomprensibile, uno studente ignavo, una strega innamorata: Sono questi alcuni dei personaggi e delle storie di Schioma che intervengono in un continuo sovrapporsi di digressioni in una narrazione non linerare e sovrabbondante attraverso linguaggi cinematografici, tecnici, dialettali. Ora tenero e malinconico, ora volgare e feroce, il romanzo narra le vicende di due amici, il Nunzio e Mino, che giungeranno alla soglia della maturità per decidere il senso della propria vita. O forse per non decidere e rinviare ancora una volta il momento in cui dovranno immergere le mani nella liscivia bollente. A proposito, Vittorio Bodini e Vinicio Capossela sono i due numi tutelari linguistici che ammiccano continuamente nella trama suggerendo versi e pensieri. Sulla sfondo delle tante vicende narrate, la Schioma, l’indolenza meridionale, accidia per i medievali, che penetra nella ossa, tra le meningi a dissolvere qualsiasi possibilità di riscatto.

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