
ci vediamo a Gallipoli domenica cinque ore 19:00
alla libreria Kube

Il Nunzio steso su una panchina sentiva il prurito della Schioma emergere dalle articolazioni, penetrare nella ossa, diffondersi per il corpo e infine manifestarsi in uno sbadiglio soffocante. La notte copriva il parco, gli alberi soffiavano, i vialetti erano deserti e qualche cane vagava. Oltre i muretti le strade silenziose e le case di Cogliano ...è già lontana... sono andati tutti via... stasera resto un po’ nel parco, da solo... Oltre le strade provinciali che correvano verso il mare i paesini del Salento e poi lunghe strisce di asfalto verso le città d’Italia, le montagne con i tunnel, i treni che correvano, le metropoli europee, gli spazi sterminati dei continenti, e le città grandi come stati e la terra e i pianeti e le galassie e tutto quello che c’era che gli stava lì sbattuto in faccia in un cielo nero e sconfinato. La Schioma si generava dal nulla, nelle stanze vuote emergeva lentamente dal pavimento, per le campagne lontane affiorava dalla terra, nei deserti, dagli alberi, tra i sassi, nelle ossa la Schioma risorgeva e spariva e poi rinasceva misteriosamente finché un giorno tutto quanto si sarebbe addormentato e finalmente la pace, la felicità del sogno, il riposo infinito, dolce come la sua carezza, la Schioma si sarebbe mangiato il mondo senza far male, assopendolo in un dormiveglia, la verità sfumata tra l’oscuro sogno e l’accecante realtà, dormire per sempre una volta per tutte. Il Nunzio russava steso sulla panchina e una bavetta di Schioma scivolava via dall’angolo destro delle labbra. Un cane randagio si avvicinò, lo annusò a lungo. Infine si allontanò zampettando.