CASTRO WORLD MUSIC FESTIVAL
23/24/25 LUGLIO 2009
Il Festival vuole essere un momento di incontro artistico finalizzato all'organizzazione di attività che ruotano intorno alla:
Danza, Musica, Gastronomia locale, Beni Culturali
Il festival prevede una rosa di attività, attraverso l'organizzazione di atelier di danza e musica, di seminari e convegni, che si articoleranno durante tutto l'arco della giornata.
La seconda serata, il 24 luglio, si apre dalle ore 20h con due appuntamenti culturali, "FATTI E CULACCHI DA SCHIOMA" raccontati da Antonio Pagliara, personaggi e storie in una narrazione non lineare e sovrabbondante attraverso linguaggi cinematografici, tecnici, dialettali.

Oggetto
Richiesta al sindaco di Cogliano per ottenere un vitalizio (leggi pensione sociale) per non farmi emigrare e quindi frenare la fuga dei cervelli e lo spopolamento. Sono disposto ad arare ed inseminare tutte le femmine che volete per far fare i figli di cui il nostro paese ha tanto bisogno, anche se poi la Nina credo che mi romperebbe l’aratro.
Motivo che mi ha spinto a scrivere
Gigi, il mio vicino di casa a Lecce, guadagna mille euro al mese in pensioni statali perché è zoppo e cieco. Decido di scrivere quando scopro che va a caccia nei fine settimana e si diletta con la bici da camera.
Secondo motivo che mi ha spinto a scrivere
Aiutatemi!
Dati personali
Nato a Cogliano (Le) il 2 marzo 1975. Sono quasi celibe e quasi sposato con la Nina. Vivo a Cogliano o a Lecce per lavoro. Ho perso il cellulare ieri.
Istruzione
Ho studiato geometria, pedagogia, scienza e greco. (Frequentai per due anni il tecnico per geometri, un anno lo scientifico ma cambiai perché mi piaceva una secchiona del classico. Ho concluso la carriera con un anno di magistrale).
Interessi
Fumare il fumabile, calcio, spiare il mio vicino zoppo (non riesco a capire come fa questo tocco di zoppo a cambiare donna ogni settimana).
Esperienze lavorative
La Nina mi rompeva che non lavoravo. Decido: vado dal vecchio Don Gianni Piluso e gli chiedo di lavorare nella sua impresa di calze. Prendo appuntamento, mi incravatto (dice che per andare a fare l’operaio la cravatta non si capice perché, ma la Nina è fissata con questi addobbi e mi ha costretto puntandomi con lo sguardo e le mani puntellate sui fianchi). Entro bello, elegante, capello sagomato, stringo la mano al vecchio che mi dice con sicurezza ...no!... prima che io possa aprire bocca. Afflitto, capo chino, contando le piastrelle, esco pensando all’assalto della Nina. Mentre mi chiudo la porta dietro, toh, chi ti vado a vedere: quella strega della Gisella, che ci odiamo sin da quando facevamo l’asilo. Mi sorride, si dà due strizzate agli abnormi parapetti, una lisciata alla gonnellina che è tanto corta che sembra quella di sua sorella che va alle elementari ed entra dopo avermi detto “ciao stronzo”. Dagli argomenti che sta per proporre al vecchio intuisco che lei otterrà il posto di lavoro, io no. Che fare? Passo passo, invece di svoltare verso l’uscita avvicino l’orecchio alla porta e faccio l’unica cosa necessaria in quel caso per potermi procurare un lavoro: Origlio. ...stasera Don Gianni gli posso fare conoscere le mie esperienze lavorative. Lavorai con molti omini, anche contemporaneamente...
Si capisce, senza assistere al succoso spettacolo, che al Don gli stanno per scoppiare le coronarie e rischia di diventare cianofilo, diabetico e iperbarico.